“Giù
le mani dalla Val di Susa” è lo slogan dei manifestanti che
continuano a protestare incessantemente contro il Tav. Antonio
Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei
Ministri del Governo Monti, ribadisce fermamente che non sarà
concesso nessun referendum.
Il
problema è che in gioco c'è la conservazione di un territorio, già
a rischio , e di un popolo che sta dimostrando la sua forza e la sua
coesione contro gli interessi comuni di “qualcuno”.
Stanno
manifestando pacificamente studenti, famiglie, agricoltori e non i
cosiddetti black bloc ma la cosa più importante è capire cosa
spinge questi cittadini ad organizzarsi e a battersi contro questa
infrastruttura e perché lo Stato continui ad opporsi.
I
No Tav la definiscono un'opera inutile, costosa, inquinante e
criminale: la linea ferroviaria prevede una galleria di 23 km
attraverso una montagna altamente amiantifera, il Musinè, che
sgretolandosi inquinerà l'aria con fibre mortali di amianto, questo
minerale se inalato provoca tumori alle vie respiratorie,Una domanda lecita che tutti si stanno ponendo è: dove andranno a finire poi questi detriti?
L'impresa durerà circa 15 anni, vale a dire una fucina che lavorerà giorno e notte mettendo sulla strada centinaia di camion.
“I
benefici economici sono rilevanti, si dimezzano i tempi di
percorrenza: da Torino a Chambery si passa da 152 minuti a 73, da
Parigi a Milano da 7 a 4 ore. Inoltre si genera occupazione sul
territorio, queste sono opere che consentiranno agli italiani di
avere una prospettiva migliore.” sono le parole rilasciate da Mario
Monti in una dichiarazione dove però non erano
previste domande da parte dei giornalisti. "La
Tav è stata ampiamente esaminata - dichiara invece Corrado Clini,
ministro dell'ambiente - c'è stato un lungo lavoro esaminato da una
commissione presieduta da Mario Virano.” Il Ministro ci tiene a ribadire che è il progetto è coerente con le norme europee ma queste prevedono il consenso delle popolazioni interessante.
"Dobbiamo andare avanti" dice il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Passera (banchiere responsabile della fusione di Banca Intesa e San Paolo IMI).
La realizzazione della Tav ha un costo di 22 miliardi di euro (l'Europa dovrebbe forse pagare il 30-40% dell'opera), tutto affidato apparentemente a privati, in due parole: General Contractor cioè un'azienda o un individuo che ha un contratto per la realizzazione, in questo caso, di una linea ferroviaria; il contraente generale può eseguire lavori per agenzie governative, se nominato primo contraente. Quindi soldi pubblici che potrebbero andare alla sanità e/o all'istruzione invece che andare ad una linea che sarebbe quasi inutilizzata visto che la linea esistente Torino -Modane è utilizzata solo al 30% e che la Torino- Lyon è stata soppressa per mancanza di passeggeri. Perché un governo si dovrebbe accanire per un progetto così? A chi serve?
I No Tav hanno già inquadrato la Cmc, cooperativa rossa ravennate, contestata diverse volte per aver ottenuto appalti come quello per l'ampliamento della base americana a Vicenza e per la realizzazione di quella di Sigonella; e per i suoi vecchi rapporti con il politico (jesino) Primo Greganti coinvolto nell'inchiesta mani pulite per aver preso una tangente nell'affare Enel. Sono coinvolte nel Tav anche Rocksoil spa e Impregilo, general contractor di questo progetto e del ponte sullo stretto di Messina.
C'è forse puzza di tangenti?
Wild Honey