Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario. cit. Che Guevara

venerdì 25 novembre 2011

"NON VESTIRTI DI CADAVERI !!!!!"

Questo è stato l'appello fatto oggi dalla Brambilla e da Veronesi in occasione del "Fur Free Day". 
Sono 70 milioni ogni anno gli animali che muoiono dopo atroci sofferenze per la realizzazione di stupide pellicce, capriccio di una moltitudine di donne. 
Una parte di queste povere creature proviene da allevamenti, altri vengono catturati in natura; solitamente vengono uccisi in tre modi diversi a seconda delle loro dimensioni: annegamento, dissanguamento o per danno celebrale.
Per fare una sola pelliccia, per esempio di visone occorrono tra i 20 e i 28 esemplari.
Alcuni stilisti hanno adottato politiche a favore dell'ambiente e degli animali ma naturalmente, se noi facessimo diminuire a zero la richiesta la mattanza cesserebbe! Veronesi ha detto una cosa molto importante, l'Italia è il colosso della moda, un faro internazionale, è proprio da lei che deve partire il cambiamento!. 
Siamo nel 2011, non sappiamo come scaldarci?! Non abbiamo abbastanza alternative?! Saranno anche belle esteticamente ma esistono capi chiamati: PELLICCE ECOLOGICHE realizzate con fibre naturali o sintetiche. 
Questo orrore deve finire, le pellicce fatte con pelli di animali devono sparire dal commercio!  
  Wild Honey

lunedì 21 novembre 2011

BLOOD DIAMONDS...OLTRE IL FILM


Blood Diamond è un film di Edward Zwick uscito nel 2006. Ha ricevuto cinque nomination agli Oscar, tra cui quelle per Di Caprio e Hounsou rispettivamente per migliore attore protagonista e non protagonista.
Il film, molto avvincente e toccante, parla di Danny Archer, mercenario, ex membro dell'esercito Sudafricano, che contrabbanda diamanti in Sierra Leone, e di Solomon, pescatore a cui viene sottratto il figlio all'arrivo del Fronte Rivoluzionario Unito nel suo villaggio. Quest'ultimo verrà fatto prigioniero e costretto a cercare diamanti, fino a che Solomon non trova un enorme diamante rosa e riesce a nasconderlo e a fuggire. Lui e Danny si ritrovano in prigione insieme e una volta fuori  decidono di ritornare sul posto insieme, Danny per trovare il raro diamante e Solomon per riavere suo figlio; al loro fianco ci sarà Maddy, una giovane giornalista interessata a smascherare gli autori dei traffici dei diamanti insanguinati.

Questo non è solo il film, questa è la realtà di paesi come la Sierra Leone, la Costa d'Avorio, l'Angola, la Liberia ed il Congo. Ex colonie europee, devastate da anni di guerre civili che per finanziare azioni belliche ed insurrezioni, estraggono queste pietre preziose e le rivendono alle multinazionali che a loro volta le immettono nel mercato internazionale. Si è cercato spesso di bloccare questo traffico illegale, il tentativo più importante fu nel maggio del 2000, in Sudafrica, il cosiddetto Kimberley Process. Presero parte all'accordo molti stati, che firmando garantivano la provenienza dei loro diamanti e che il loro scopo non era quello di finanziare guerre civili. Il problema del Kimberley Process è che qualsiasi stato può entrare a farne parte anche se non rientra negli standard richiesti, in questo modo i diamanti insanguinati continuano a circolare sul mercato illegalmente senza che noi ce ne accorgiamo, spesso con certificazioni false.
La multinazionale sudafricana "Da Beers" ha il monopolio sul commercio dei diamanti ed è presente in 25 paesi  (tra cui il Canada). In Botswana per esempio essa possiede il 50% di un'azienda che si occupa dell'estrazione di diamanti e di carbone, l'altro 50% è di proprietà del governo della Botswana.
La Da Beer gestisce circa  il 40% della produzione mondiale diamantifera, inoltre il Fronte Rivoluzionario Unito che come si vede anche nel film, faceva estrarre ai poveri prigionieri, spesso ha avuto anch'esso l'appoggio di alcuni stati. Infatti il presidente liberiano Charles Taylor sostenne il RUF in Sierra Leone e per questo nel 2000 venne accusato di crimini contro l'umanità.



Wild Honey

POVERI SI DIVENTA....

I poveri in Italia, come ho detto anche nell'articolo precedente, sono in costante crescita, non ci deve sembrare un fenomeno lontano anni luce dalle nostre vite, basta guardarsi meglio intorno, sono sulle strade, fuori dai supermercati, sui treni... Perché non provate ad andare una sera alla mensa dei poveri della Caritas? Sono persone normali, madri e padri di famiglia, padri separati, anziani con una pensione "ridicola", immigrati... Sono milioni!
Non a caso, anche quest'anno si terrà in tutta Italia, il giorno sabato 26 novembre 2011, la quindicesima edizione della COLLETTA ALIMENTARE. 
Un piccolo aiuto di ognuno di noi può fare tantissimo! Per quanto mi riguarda questo per me sarà il secondo anno da volontaria, l'ho trovata una bellissima esperienza; molte persone sono disponibili e con tanta voglia di contribuire, altre purtroppo se ne vanno scocciate e/o ti insultano.  
Perciò, il 26 novembre, andate a far la spesa, una parte donala e aiuterai 8.159 strutture caritative, di cui: 
il 15,6% svolgono attività residenziali, il 94% svolgono attività mensa ed il 75,1% svolgono attività pacchi. 
Nel sacchetto andranno messi solo prodotti a lunga conservazione come per esempio: olio, omogenizzati, scatolette di tonno e carne, pelati, legumi in scatola, pasta... In queste occasioni si può vedere veramente la solidarietà umana di ogni cittadino. 
 Wild Honey







domenica 20 novembre 2011

"Toma la calle!"




Secondo l'ISTAT sono 8,3 milioni i cittadini che vivono in povertà (il 13,8% della popolazione), soprattutto al Sud.  "In soli cinque anni, dal 2005 al 2010, il numero di giovani è aumentato del 59,6%. Tra questi il 76,1% non studia e non lavora, percentuale che nel 2005 era del 70%." 
Tutto il mondo è indignato dal sistema finanziario, moltissimi cittadini senza distinzione di età, razza, stato sociale e religione sono scesi in piazza a protestare contro i governi e le loro decisioni. Nel maggio 2011 in Spagna è nato il Movimento 15-M  o degli Indignados, in occasione delle elezioni amministrative spagnole. Cinque mesi dopo, sotto questo nome, cittadini di tutto il mondo, dall'Australia, all'Europa e all'America hanno iniziato a difendere il loro diritti chiedendo eguaglianza, ricchezza comune e non di pochi, meno potere alle banche e meno speculazione. Contro il capitalismo finanziario nasce anche Occupy Wall Street, questo movimento come anche quello spagnolo è una contestazione pacifica e si ispira alle proteste della Primavera Araba. Tra gli occupanti di Zuccotti Park era presente anche Roberto Saviano che l'ha definita come una "protesta che difende la legge"  necessaria anche in Italia. 


Ma da dove deriva la povertà globale di oggi? Gli economisti rispondono in diverse maniere: ci sono i "monetaristi" e i "nuovi keynesiani" . I primi non vogliono che lo Stato intervenga in 
economia sia tramite politiche fiscali sia attraverso politiche monetarie: il mercato va lasciato 
libero di operare.  
I neo-keynesiani pensano invece che ne breve periodo tale intervento possa rendersi 
necessario ed opportuno, specialmente in una fase di recessione. Entrambi i poli però 
convergono sull'idea che nel lungo periodo il sistema di mercato tende all'efficienza e al pieno
 impiego purché ci sia flessibilità nel mercato del lavoro. Questa  "flessibilità" ce l'ha imposta 
anche  l'UE , ma a me pare che in Italia essa sia stata un pretesto per favorire gli imprenditori.
 Molte famiglie han visto i loro membri in cassa integrazione o addirittura licenziati. 

I bambini italiani sembrano pagare il prezzo più alto della crisi . In occasione di oggi, Giornata 
dell'Infanzia, Save the Chilldren ha pubblicato " L'atlante della gioventù a rischio"; da questo
 emerge che in Italia "due minori su tre che sono in povertà relativa  e che più di un minore su
 due in povertà assoluta vive nel Mezzogiorno". Per quanto riguarda la relativa: in Sicilia il
 44%, Campania 31,9%, Basilicata 31,1%.
 Le regioni con le percentuali più basse sono la Lombardia, il Veneto e l'Emilia 
Romagna. Anche i bambini in povertà assoluta si concentrano maggiormente nel Sud d'Italia e
 rappresentano il 9,3% della popolazione minorile.   

Wild Honey



giovedì 17 novembre 2011

Diciamo la verità: di fronte a uno straniero, a un nero, a un diverso, il primo impeto che muove il nostro istinto - mal sviluppato da milioni di anni di civiltà costruita a colpi di violenze e di buone intenzioni spesso cadute nel vuoto - è quello che ci muove al sospetto e alla diffidenza. Con il passare del tempo i luoghi comuni tendono a diventare idee innate, creando così il pregiudizio che nei confronti dello straniero prende il nome di razzismo. Il razzista è convinto che esista una razza superiore (la propria) che domina tutte le altre. Tutta la storia dell'Imperialismo, dal 1870 allo scoppio della Grande Guerra, non è altro, a mio avviso, che il tentativo delle grandi potenze europee e del Nord America di creare nuovi mercati per la finanza e per le multinazionali e di scovare manodopera a buon mercato in Asia e in Africa mediante un'ideologia razzista che potesse giustificare il loro operare. Quando iniziò la colonizzazione americana da parte degli europei, i portoghesi e gli spagnoli avevano bisogno di lavoratori per le loro piantagioni; inizialmente usarono la manodopera locale ma presto iniziarono a morire di fame e di malattie portate dagli europei.Da quel momento iniziò la "tratta dei negri", approvata dal re di Spagna e dalla regina inglese con una giustificazione religiosa: "non sono cristiani". Nel 18° secolo le navi inglesi trasportavano milioni di schiavi diretti alle piantagioni di cotone e tabacco, formando il cosiddetto triangolo della tratta degli schiavi:
Circa 50 milioni di persone furono ridotte in schiavitù e portate via dall'Africa.In Gran Bretagna la schiavitù venne abolita nel 1833, in Brasile nel 1855, ma sopravvisse nelle piantagioni degli stati del sud degli Usa. La schiavitù fu la principale ragione del conflitto tra stati del sud e del nord perché in quest'ultimo essa venne abolita e tutti i lavoratori venivano pagati, per questo nel 1861 scoppiò la guerra civile. Solo nel 1863 il Presidente Lincoln dichiarò illegale la schiavitù. Negli anni 60 in molti stati degli USA erano state emanate leggi che discriminavano i neri negando loro persino di prendere gli autobus insieme ai bianchi, come anche durante l'apartheid in Sudafrica, vi era una vera e propria segregazione. Attraverso i ghetti, bianchi e neri erano divisi in qualsiasi azione quotidiana. I neri iniziarono una grande lotta per l'emancipazione;un evento rimasto storico fu quello di Rosa Parks nel 1955 che si rifiutò di cedere il posto nell'autobus ad un uomo bianco, venne arrestata per questo. Per questo, un ancora sconosciuto Martin Luther King che organizzò un boicottaggio pacifico che consisteva nel non far prendere ai neri di Montgomery l'autobus per 381 giorni, in questa occasione King venne arrestato con molte altre persone, ma non si arrese, fece un appello e lo vinse. A fianco all'importante figura di Martin Luther King vi era quella di Malcolm x; i due volti dell'America nera.
Martin Luther King: con la sua marcia non violenta che affonda le radici nel sogno americano..."I have a dream". Pastore protestante che lotta per l'emancipazione negli stati del sud. Malcolm X: disposto a lottare contro il razzismo usando qualunque mezzo.Leader musulmano delle metropoli del nord. Così diversi ma uniti dalla stessa passione per la giustizia e l'uguaglianza e destinati purtroppo ad una tragica fine. 


Wild Honey

mercoledì 16 novembre 2011

Un verde futuro è possibile?

"La scienza ha già indicato la via giusta..." questo è ciò che dice Rubbia, giornalista del Corriera della Sera, ed è vero, i mezzi per un ambiente pulito ci sono, sta a noi garantirci un futuro all'insegna del verde per noied i nostri figli. Non possiamo incolpare sempre le istituzioni, anche perché ormai scuole e compagne informative ci hanno istruito e riempito d'informazioni sul come comportarci e su cosa possiamo fare nella vita di tutti i giorni per collaborare a conservare "il capitale naturale". Le città sono assediate dallo smog, alcune di più ed altre di meno, è un dato di fatto che ho potuto constatare personalmente, come tante altre persone, grazie ad una campagna di Legambiente. L'associazione ambientalista chiedeva di mettere un lenzuolo bianco fuori dalla propria finestra per vedere quanto smog tratteneva. Il risultato? In poco tempo diventarono grigi o addirittura neri. Questa è l'aria che respiriamo continuamente! Cosa possiamo fare? Possiamo iniziare a prendere più spesso mezzi pubblici, andare a piedi o in bicicletta; si può investire su una macchina a gas o ibrida... Quante volte in televisione abbiamo sentito parlare di emergenza rifiuti? tantissime volte! I problemi sono tanti: da un lato ci sono alcune persone che abbandonano i rifiuti dove capita e dall'altro lato molto più rilevante vi è la mafia che in questi ambiti ha degli interessi. Ma dobbiamo metterci in testa che noi cittadini possiamo cambiare le cose, le grandi potenze non stanno in piedi da sole. Attraverso l'impegno individuale si possono migliorare tante situazioni, se ognuno di noi per esempio iniziasse a fare la raccolta differenziata di sicuro qualcosa muterebbe. I termo-valorizzatori hanno suscitato moltissime polemiche per diverse motivazioni, però devo dire che ad Imola, in provincia di Bologna, c'è una di queste strutture di proprietà del gruppo Hera; la costruzione non dà fastidio, è una sorta di "grattacielo metallizzato" e non emette cattivi odori. Sia la raccolta differenziata che gli inceneritori sono un'ottima soluzione per smaltire i rifiuti, anche perché grazie alla prima il volume dell'immondizia pro capite può arrivare a dimezzarsi. Solo cambiando il nostro stile di vita possiamo ottenere dei risultati, nel quotidiano, partendo da piccole cose come l'acqua. Continuiamo a comprare bottiglie d'acqua al supermercato quando abbiamo a disposizione la nostra del rubinetto; da un po' di anni è in commercio una brocca che depura ulteriormente l'acqua. Oltre al risparmio economico, provate ad immaginare quanti rifiuti in meno sarebbero! Lo stesso vale per i detersivi, in alcuni supermercati vendono i detersivi sfusi: una persona si porta la bottiglia o la tanica da casa e la riempie con il sapone "alla spina". Se ci fosse più richiesta magari un giorno li troveremo in tutti gli ipermercati. A giugno di quest'anno gli italiani hanno votato per avere o no, oltre all'acqua pubblica, il nucleare in Italia. Lo stato ha ottenuto una risposta negativa. Bisogna ammettere che questo tipo di energia sarebbe servita molto all'Italia, dato che è carente di materie prime, però ormai siamo arrivati in ritardo rispetto alle altre nazioni, che, proprio mentre noi eravamo a votare, iniziavano a spegnere alcune centrali. Siamo nell'era del rinnovabile ormai. Dopo il disastro di Chernobyl (aprile 1986) e il disastro di Fukushima (marzo 2011) la gente non vuole più rischiare sapendo di avere un'alternativa. Dopo moltissimi anni la situazione a Chernobyl non è cambiata, le zone limitrofe sono deserte e ancora,dopo anni, continuano a nascere bambini malformati o con tumori alla tiroide. Forse questi disastri ci sembrano cose distanti, allora perché non pensiamo all'Ilva di Taranto? L'Ilva è una delle più grandi acciaierie d'Europa e produce una quantità di diossina spaventosa. La diossina è una sostanza cancerogena e "ognuno degli abitanti della città ogni anno respira 2,7 tonnellate di ossido di carbonio e 57,7 tonnellate di anidride carbonica"; stranamente la maggior parte della gente di Taranto viene colpita da tumori. Tornando al nucleare, le scorie d'uranio dove vanno a finire? Il posto ideale per lo smaltimento delle scorie sono le miniere di salgemma però c'è un grande rischio, quello di contaminare l'acqua delle falde acquifere e non mi sembra i caso di correrlo. Però c'è chi, come la Francia, le spedisce in villaggi remoti: "La Francia avrebbe stoccato il 13 per cento dei rifiuti radioattivi che provengono dalla sua filiera nucleare in un remoto villaggio della Siberia, chiuso alla stampa. Secondo questa inchiesta, dal 1990 sono stati trasportati in questo parcheggio nucleare a cielo aperto 108 tonnellate di uranio provenienti dalle centrali francesi.[...]I container vengono imbarcati a Le Havre fino a San Pietroburgo, poi sono caricati a bordo di un treno che li porta fino al complesso atomico di Tomsk-7, in Siberia. In questo impianto l’uranio viene sottoposto a un processo di arricchimento, il 10 per cento dell’uranio trattato viene rispedito in Francia e reintrodotto nel processo di produzione di energia. Il resto, il 90 per cento del materiale che arriva in Siberia, non è riutilizzabile, diventa di proprietà dell’impresa russa Tenex e rimane stoccato a cielo aperto.". Altri preferiscono spedirle in Africa, il "cassonetto" del Nord del Mondo, oppure, qualche furbo per risparmiare getta le scorie radioattive direttamente in mare distruggendo così habitat preziosissimi, come se già non bastassero i disastri petroliferi come quello della Deepwater Horizon nel 2010. Troppe strane calamità si stanno abbattendo sul mondo in questo periodo, anche in zone dove non si erano mai verificate e in tempi troppo vicini. Madre natura si sta arrabbiando e ci sta rispondendo. Abbiamo alterato un equilibrio naturale perfetto, solo per il nostro egoismo e la nostra avidità. La domanda è: perché arrivare a tanto?

WILD HONEY
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?13988

martedì 15 novembre 2011

THE HURRICANE



Questa canzone di protesta venne scritta da Bob Dylan nel 1975. Il pugile Rubin Carter detto "The Hurricane" venne condannato ingiustamente a tre ergastoli nel 1966 per triplice omicidio. Dylan venne a conoscenza della sua drammatica storia grazie al libro autobiografico "The Sexteenth Round" che Carter gli spedì per avere giustizia dato che le accuse erano basate soltanto su questioni razziali, "if you are black you might as well not show up on the street". Carter venne scarcerato solo nel 1985, da quel momento Dylan non suonò più questa canzone durante i suoi live.






Wild Honey

lunedì 3 ottobre 2011

Le donne e l'Africa

Quando pensiamo all'Africa tutti pensiamo alla povertà, alle guerre, alle malattie e alla fame. Tutte queste cose sono reali, certo, perché chi può negare che l'Africa, almeno come archetipo mentale, simbolico e storico, non si identifichi con quelle cose? Ma spesso dimentichiamo che essa non è nata di certo così.
Uno dei fattori che ha segnato questo affascinante e bistrattato continente è stato il Colonialismo, che ha segnato in modo indelebile sia la sua economia che la sua politica. I coloni sfruttarono il territorio africano fino all’ultima goccia e fino all’ultima roccia, se così si può dire, provocando l'alterazione di diversi equilibri. In ambito politico ad esempio l'Africa è molto instabile: negli ultimi vent'anni – per dirne una - si sono instaurati molti regimi dittatoriali, che non cessano di provocare a loro volta infinite guerre civili e genocidi: si pensi al Ruanda nel 1994. Tutte queste cose accadono soprattutto per gli interessi dei paesi ricchi che fanno parte del cosiddetto Nord del Mondo. Anzi, spesso tali paesi fomentano le guerre per i loro “sporchi” interessi o devastano interi territori, come è avvenuto per lo sfruttamento del petrolio nel Delta del fiume Niger.
In questa situazione chi paga le conseguenze più alte sono le donne: figuriamoci se si può parlare (e siamo nel 2011) di parità fra i sessi. Le donne guadagnano meno degli uomini e il loro carico di lavoro è più alto perché si prendono cura anche della casa e dei figli. In Africa la cura della casa comprende anche la raccolta della legna e l'approvvigionamento di acqua. Queste cose diventano sempre più faticose per via della deforestazione e dell'inaridimento dei terreni, che costringono le donne a camminare più a lungo per trovare legna e pozzi da cui prendere acqua. Pensate che esse spendono più di tre ore solo per il trasporto d'acqua; in questo modo viene bruciato più di un terzo della quantità di cibo assunta durante la giornata.
In molti paesi dell'Africa la discriminazione verso le donne ha conseguenze vergognose: tre quinti dei 115 milioni di bambini che non frequentano la scuola sono femmine e due terzi degli 876 milioni di adulti analfabeti sono donne (elaborazione dati UNDP, RSU 2003).
Anche sul piano sanitario le donne sono più a rischio perché la gravidanza e il parto sono un pericolo: in Africa muoiono di parto circa 500.000 donne l'anno. Senza contare che molte volte muoiono anche a causa di aborti fatti in modo “spartano”. Ancora molto praticata poi è l' “infibulazione”, una vera e propria mutilazione dei genitali femminili. Attualmente è praticata in 28 paesi africani; l'OMS ha distinto diversi tipi di mutilazione femminile:
  • la circoncisione (esportazione del clitoride);
  • escissione (taglio delle labbra e del clitoride);
  • infibulazione (oltre alla mutilazione suddetta, la cucitura della vulva).
In questo modo la donna non può avere rapporti sessuali fino al giorno del matrimonio, allorché lo sposo “scucirà” la vulva; dopo il parto invece la donna viene sottoposta ad un'altra infibulazione. Superfluo poi è ribadire che le culture di questi paesi non sono di aiuto alla prevenzione dell'AIDS, che guarda caso è sempre in aumento.
Venendo al turismo (che taluni considerano, forse a ragione, una sorta di “colonialismo culturale camuffato”), i luoghi da sogno e da cartolina che pullulano nel continente africano sono ovviamente un grosso richiamo per i ricchi del Nord, che vogliono rilassarsi e sfuggire, almeno temporaneamente, alle loro vite frenetiche. Quindi il turismo è in crescita; ma di chi sono i grandi alberghi di lusso? E i villaggi turistici? Di sicuro non di un povero contadino del Togo o della Costa d'Avorio, ma dei furbi o anche solo accorti imprenditori dei paesi ricchi. Certo il turismo procura entrate a negozi, ai baristi, ai tassisti. Ma crea moltissimi danni. La maggior parte dei turisti non va in questi paesi con l'intento di conoscere nuove culture e di essere rispettoso con gli abitanti, bensì con l'idea (e l’intenzione) di distrarsi e di dar sfogo alle voglie represse durante l'anno.
L'aspetto peggiore del turismo è la cultura del denaro: in parole povere, chi ha i soldi è padrone e non esiste più morale. O meglio: se paghi, nessuno viene a disturbarti con giaculatorie di tipo etico, perché comunque aiuti un paese povero e così sia. Un esempio perfetto è rappresentato dal “mercato del sesso”, che in Africa (come in altre zone del mondo: si pensi alla Thailandia, a Cuba o al Brasile) è molto fiorente e coinvolge non solo le donne, ma anche i bambini e le bambine.
Si può quindi giungere alla conclusione che in Africa esiste ancora la schiavitù: prima era la tratta degli schiavi, ora è la tratta delle donne. La dichiarazione dei diritti dell'uomo recita nel quarto articolo: “Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù, la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibiti sotto qualsiasi forma”. Tutto bello e buono; peccato che non venga quasi mai rispettato.
Ecco le principali forme di schiavitù:
  • molte donne, ragazze e bambine si prostituiscono;
  • molti bambini vengono adottati e subiscono abusi sessuali dalla famiglia adottiva;
  • molte prostitute africane vengono portate in Europa e vendute a mafiosi locali, che le “mettono in strada”;
  • diversi bambini vengono sfruttati come lavoratori (quasi a costo zero) nelle miniere illegali di diamanti;
  • “Aya”.
Avete mai sentito parlare di Aya? In tutti i paesi dell'Africa esiste un sistema di sfruttamento che la cultura swahili chiama Aya. Questo meccanismo consiste nel vendere bambine o giovani donne a famiglie di città. Le donne devono lavorare senza orario e diritti per una paga mensile paragonabile a 20 euro. E molto spesso - c’era da immaginarselo - subiscono numerosi abusi sessuali.
Un'altra cosa opinabile presente ancora in alcuni paesi africani è la Shari'a, cioè la cosiddetta legge islamica o legge di Dio. La Shari'a consente la pena di morte in questi casi: l’adulterio da parte della donna (perché l'uomo può essere poligamo); la bestemmia contro Allah; l’apostasia (l'abbandono di una religione); talvolta l’omosessualità.
Per concludere: questa che ho illustrato è la condizione delle donne in Africa. Voi direte: “Ma che ci posso fare?”. Poco, lo so, ma qualcosa possiamo fare, in quanto siamo cittadini (e, nel bene o nel male, consumatori) di un paese abbastanza libero e civile. Nessun potere sta in piedi da solo: le Multinazionali e i Governi stanno in piedi grazie a noi e grazie a noi - anche se a fatica - possono essere abbattuti. Possiamo dunque far sentire la nostra voce, magari sulla Rete (Internet) e scrivere petizioni o richieste. Soprattutto se saremo in tanti, e soprattutto se abbiamo ben chiara la nostra linea d’azione. Anche un piccolo blog come questo può aiutare a rendere più consapevoli le persone e, nel mio piccolo, cercherò di non addormentarmi riguardo ai grandi problemi di questo mondo martoriato.

Wild Honey




domenica 2 ottobre 2011

Vegetarian Week

Oggi è iniziata la Vegetarian Week, la manifestazione nata nel 2008 per informare e sensibilizzare persone di tutte le età sui vantaggi che offre l'essere vegetariani . Il Vegetarianismo non è semplicemente una dieta che esclude carne e, in casi di soggetti vegani, tutti i derivati animali come latte, uova ecc. ma anche un mezzo per migliorare la condizione ambientale del pianeta in cui viviamo.
L'etica dei vegetariani si basa sulla tesi che gli animali, come gli uomini, provano sensazioni come la gioia e il dolore ed è per questo che devono essere rispettati e devono avere dei diritti che li proteggano.
Bisogna smettere di vivere in modo antropocentrico sia per quanto riguarda gli animali che l'ambiente.
Una corretta dieta vegetariana può garantire un'ottima salute, infatti un alto consumo di carne è la più importante causa di mortalità nei paesi del cosiddetto nord del mondo. Nei paesi in cui il consumo di carne è quasi nullo per motivi etici e/o religiosi molte malattie neanche esistono! Questo perché la carne ha più grassi e fornisce più colesterolo mentre, i livelli di questi nei vegetali sono molto bassi.
 L'eccessiva industrializzazione degli alimenti ha danneggiato l'equilibrio del nostro corpo e questo si riflette sulla nostra salute (secondo voi è un caso che esistano così tanti soggetti allergici o intolleranti ad alcuni cibi?). Dobbiamo essere più consapevoli su cosa acquistiamo al supermercato, non bisogna lasciarsi incantare da quelle etichette con alberi, laghi, montagne e gente sorridente, sono tattiche pubblicitarie che  ci inducono a comprare il prodotto.
Secondo gli esperti, il tratto intestinale umano non è adatto alla digestione della carne: i carnivori hanno un intestino breve, per far si che le tossine prodotte dal deterioramento della carne lo attraversino rapidamente.Il cibo vegetale invece si deteriora più lentamente: chi lo consuma deve avere un intestino più lungo, quest'ultimo è il caso dell’uomo. 
Le aziende immettono sostanze chimiche sia nell’alimentazione del bestiame, sia nel trattamento degli animali dopo la macellazione; queste, anche quando non riportate sull’etichetta, sono presenti nella carne. 
Il concetto di "vegetariano" esisteva anche nell'antica Grecia, ai pitagorici per esempio era proibito assumere carne, proprio perché dovevano purificarsi, lo stesso vale ancora adesso per gli Induisti. 
"Quella che chiamiamo eufemisticamente "carne" sono in verità pezzi di cadaveri, di animali morti, morti ammazzati. Perché fare del proprio stomaco un cimitero?" cit. T.T     

Wild Honey