Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario. cit. Che Guevara

lunedì 13 febbraio 2012

L'IRA FUNESTA DELLA GRECIA


Continuano gli scontri in piazza Syntagma ad Atene per contestare il voto ad Austerity. Il popolo greco si oppone ad un futuro all'insegna dell'austerità: 100 mila i dimostranti per le strade, 60 i feriti e moltissimi gli edifici incendiati.
La manifestazione era cominciata in modo pacifico ma in poco tempo si è trasformata in una guerriglia, i black bloc si sono scatenati con pietre, bottiglie molotov. Negli occhi della gente si vede la disperazione: 15000 licenziamenti istantanei, tagli alle pensioni e ai salari.
Dal 2000 al 2007 la Grecia sembrava una delle economie più in forma dell'UE, il suo Prodotto Interno Lordo cresceva notevolmente e la nazione era il fiore all'occhiello di banche e privati che le concedevano prestiti a più non posso. Ciò che le agenzie di rating ora chiamano spazzatura prima lo valutavano come “A”. Nel 2008 con la crisi finanziaria sono emersi i gravi problemi che erano rimasti nascosti e nel 2010 è venuto fuori che nel 2001 la Grecia avrebbe pagato milioni di dollari alle banche per mascherare la quantità di denaro che richiedeva in prestito per far fronte alle spese. Quindi, la Grecia ha truccato i conti per rientrare nei parametri del Trattato di Maastricht per entrare a far parte dell'euro nel 2001.Il Paese nel 2011 ha registrato un debito pubblico pari al 160% del proprio Prodotto Interno Lordo, i motivi sono principalmente tre: evasione fiscale,mal gestione delle risorse pubbliche e l’impatto della crisi economica del 2007.
Il premier Lucas Papademos ora ha messo la nazione di fronte ad un bivio: banca rotta o caos sociale. Per questo motivo il parlamento ha votato il piano Austerity per ricevere aiuti internazionali (130 miliardi): 199 deputati a favore, 74 contro. Il popolo, strozzato già dalle tasse, a seguito di questa decisione ha dato il via alla rivolta. L'ex premier Papandreu aveva proposto un referendum per quanto riguarda la manovra e l'UE gli ha praticamente imposto le dimissioni, sostituendolo con Papademos (proveniente dalla stessa scuola neoliberista di Mario Monti).
Secondo l'economista turco Roubini la Grecia avrebbe dovuto lasciare l'euro per rompere il circolo vizioso di debiti e tornare ad una moneta nazionale e ad una drastica svalutazione per recuperare la competitività.
Il debito sempre più alto ha reso la Grecia non più appetibile agli investitori, con il rischio di far collassare la nazione e con essa il mercato europeo. Tutto ciò sta già accadendo ed una politica di austerità porterebbe solo ulteriori sofferenze ad un popolo già saturo di sacrifici. Austerity è sinonimo di tagli e privatizzazione che porterà, come sempre, all'arricchimento dei soliti furbi che si arricchiscono a spese dei più poveri. Le mafie potrebbero appropriarsi di servizi pubblici e di appalti ad un prezzo stracciato, grazie all'abbassamento dei prezzi degli immobili e dei terreni, su cui costruire hotel e appartamenti dai quali ricavare ingenti profitti. 

Wild Honey

giovedì 9 febbraio 2012

ORO BLU


Un recente rapporto della Fao rilancia l'emergenza acqua: nel 2050 circa due miliardi di persone potranno restare senz'acqua potabile.
Solo il 3% dell'acqua presente sulla Terra è potabile e il 2,7% di questa è utilizzato dalle industrie e dall'agricoltura .Gli scienziati prevedono, a causa dell'effetto serra, un aumento della temperatura di due gradi centigradi, che comporterà lo scioglimento dei ghiacciai, principali fonti vitali di acqua dolce. Per questo multinazionali dell'acqua come Veolia e Ondeo sono pronte ad appropriarsi dell'oro blu. Anche la Russia, già ricca di petrolio e gas, inizia ad essere consapevole della ricchezza che possiede, visto che il suo vastissimo territorio è pieno di risorse idriche. L'acqua sarà la ricchezza del nuovo millennio, un tesoro più prezioso del petrolio. Il 12 e 13 giugno 2010 gli italiani hanno votato per decidere se privatizzare l'acqua oppure no; i risultati con il referendum sono stati sconvolgenti: il 95,8% della popolazione ha votato “si” per l'acqua come bene comune. A sette mesi di distanza dalla vittoria popolare, i cittadini si sentono traditi in seguito al decreto legge del governo monti secondo il quale il servizio idrico verrà vincolato dalle s.p.a.
La liberalizzazione del servizio idrico porterebbe ad un aumento della bolletta dell’acqua per il 2012 del +7,8%.
Per questo motivo in tutta Italia è partita la campagna di obbedienza civile per il ricalcolo della bolletta e per il rispetto del voto organizzata dal forum Italiano dei movimenti per l’acqua. La Risoluzione ONU del 28 luglio 2010 dichiara che l'acqua è un diritto umano universale e fondamentale.
L'Italia vanta il primato di essere la nazione con l'acqua più buona al mondo ma anche quello di consumare più acqua minerale di qualsiasi altro paese, favorendo così interessi milionari di marchi come Nestlè, Coca Cola, Pepsi Cola (per ogni litro di coca cola sono necessari una decina di litri di oro trasparente) e Danone. Oltre all'acqua si sprecano tonnellate di plastica e non a caso la multinazionale Veolia si occupa anche di rifiuti.
A quanto pare la Sicilia ha deciso di vendere, in cambio di una futile cifra, le sorgenti dei Monti Sicani alla svizzera Nestlè, che da anni sottrae quest'acqua per riempire le bottiglie targate Vera per un giro d'affari di decine di milioni di euro. Girgenti Acque, che gestisce il servizio idrico della provincia di Agrigento, offre ai cittadini dell'acqua imbevibile costringendoli ad usare le bottiglie anche per cucinare. Questo della Sicilia non è l'unico esempio sconvolgente:nell'aprile 2000 la multinazionale statunitense Bechtel , con l'appoggio della Banca Mondiale ottenne dal governo boliviano (in cambio di denaro) la privatizzazione di tutte le risorse idriche di Cochabamba. Il popolo vide un aumento delle tariffe del 300% e si accorse che il governo tutelava gli interessi delle multinazionali facendo pagare anche a chi viveva con due dollari al giorno, un quarto del loro reddito per un diritto naturale, quello dell'acqua. Lo scontro diventò sempre più violento, ci furono moltissime vittime e tanta gente perse arti e/o rimase paralizzata a vita a causa delle bombe che la polizia lanciava per reprimere le protesta. Dopo anni l'acqua tornò nelle mani del popolo che capì che con il suo potere poteva rovesciare un intero sistema: EL PUEBLO UNIDO JAMÁS SERÁ VENCIDO!  


Wild Honey






Lettera del capo indiano Seattle al presidente Usa Franklin Pierce

"Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua sotto il sole come e' che voi potete acquistarli? Ogni parco di questa terra e' sacro per il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ogni ronzio di insetti e' sacro nel ricordo e nell'esperienza del mio popolo. La linfa che cola negli alberi porta con se' il ricordo 
dell'uomo rosso. Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. Quest'acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non e' solamente acqua, per noi e' qualcosa di immensamente significativo: e' il sangue dei nostri padri. 
I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli. Se vi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordarvi, e insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovrete dimostrare per fiumi lo stesso affetto che dimostrerete ad un fratello. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra e' uguale all'altra, perche' e' come uno straniero che arriva di notte e alloggia nel posto che piu' gli conviene. La terra non e' suo fratello, anzi e' suo nemico e quando l'ha conquistata va oltre, piu' lontano. 
Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere come si fa con i montoni o con le pietre preziose. Il suo appetito divorera' tutta la terra e a lui non restera' che il deserto. 
Non esiste un posto accessibile nelle citta' dell'uomo bianco. Non esiste un posto per vedere le foglie e i fiori sbocciare in primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse e' perche' io sono un selvaggio e non posso capire. Il baccano sembra insultare le orecchie. E quale interesse puo' avere l'uomo a vivere senza ascoltare il rumore delle capre che succhiano l'erba o il chiacchierio delle rane, la notte, attorno ad uno stagno? 
Io sono un uomo rosso e non capisco. L'indiano preferisce il dolce suono del vento che slanciandosi come una freccia accarezza la faccia dello stagno, e preferisce l'odore del vento bagnato dalla pioggia mattutina, o profumato dal pino pieno di pigne. L'aria e' preziosa per l'uomo rosso, giacche' tutte le cose respirano con la stessa aria: le bestie, gli alberi, gli uomini tutti respirano la stesa aria. L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira. Come un uomo che impiega parecchi giorni a morire resta insensibile alle punture. Ma se noi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordare che l'aria per noi e' preziosa, che l'aria divide il 
suo spirito con tutti quelli che fa vivere. 
Il vento che ha dato il primo alito al Nostro Grande Padre e' lo stesso che ha raccolto il suo ultimo respiro. E se noi vi vendiamo le nostre terre voi dovrete guardarle in modo diverso, tenerle per sacre e considerarle un posto in cui anche l'uomo bianco possa andare a gustare il vento reso dolce dai fiori del prato. Considereremo l'offerta di acquistare le nostre terre. 
Ma se decidiamo di accettare la proposta io porro' una condizione: l'uomo bianco dovra' rispettare le bestie che vivono su questa terra come se fossero suoi fratelli. Che cos'e' l'uomo senza le bestie? 
Se tutte le bestie sparissero, l'uomo morirebbe di una grande solitudine nello spirito. Poiche' cio' che accade alle bestie prima o poi accade anche all' uomo. Tutte le cose sono legate tra loro. Dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo che essi calpestano e' fatto dalle ceneri dei nostri padri. Affinche' i vostri figli rispettino questa terra, dite loro che essa e' arricchita dalle vite della nostra gente. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri: la terra e' la madre di tutti 
noi. Tutto cio' che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. Noi almeno sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, bensi' e' l'uomo che appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo. Tutte le cose sono legate fra loro come il sangue che unisce i membri della stessa famiglia. Tutte le cose sono legate fra loro. Tutto cio' che si fa per la terra lo si fa per i suoi figli. Non e' l'uomo che ha tessuto le trame della vita: egli ne e' soltanto un filo. Tutto cio' che egli fa alla trama lo fa a se stesso. C'e' una cosa che noi sappiamo e che forse l'uomo bianco scoprira' presto: il nostro Dio e' lo stesso vostro Dio. Voi forse pensate che adesso lo possedete come volete possedere le nostre terre ma non lo potete. Egli e' il Dio dell'uomo e la sua pieta' e' uguale per tutti: tanto per l'uomo bianco quanto per l'uomo rosso. Questa terra per lui e' preziosa. Dov'e' finito il bosco? E' scomparso. Dov'e' finita l'aquila? E' scomparsa. E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza".