Continuano
gli scontri in piazza Syntagma ad Atene per contestare il voto ad
Austerity. Il popolo greco si oppone ad un futuro all'insegna
dell'austerità: 100 mila i dimostranti per le strade, 60 i feriti e
moltissimi gli edifici incendiati.
La
manifestazione era cominciata in modo pacifico ma in poco tempo si è
trasformata in una guerriglia, i black bloc si sono scatenati con
pietre, bottiglie molotov. Negli occhi della gente si vede la
disperazione: 15000 licenziamenti istantanei, tagli alle pensioni e
ai salari.
Dal
2000 al 2007 la Grecia sembrava una delle economie più in forma
dell'UE, il suo Prodotto Interno Lordo cresceva notevolmente e la
nazione era il fiore all'occhiello di banche e privati che le
concedevano prestiti a più non posso. Ciò che le agenzie di rating
ora chiamano spazzatura prima lo valutavano come “A”. Nel 2008
con la crisi finanziaria sono emersi i gravi problemi che erano
rimasti nascosti e nel 2010 è venuto fuori che nel 2001 la Grecia
avrebbe pagato milioni di dollari alle banche per mascherare la
quantità di denaro che richiedeva in prestito per far fronte alle
spese. Quindi, la Grecia ha truccato i conti per rientrare nei
parametri del Trattato di Maastricht per entrare a far parte
dell'euro nel 2001.Il Paese nel 2011 ha registrato un debito pubblico
pari al 160% del proprio Prodotto Interno Lordo, i motivi sono
principalmente tre: evasione fiscale,mal gestione delle risorse
pubbliche e l’impatto della crisi economica del 2007.
Il
premier Lucas Papademos ora ha messo la nazione di fronte ad un
bivio: banca rotta o caos sociale. Per questo motivo il parlamento ha
votato il piano Austerity per ricevere aiuti internazionali (130
miliardi): 199 deputati a favore, 74 contro. Il popolo, strozzato già
dalle tasse, a seguito di questa decisione ha dato il via alla
rivolta. L'ex premier Papandreu aveva proposto un referendum per quanto riguarda la manovra e l'UE gli ha praticamente imposto le dimissioni, sostituendolo con Papademos (proveniente dalla stessa scuola neoliberista di Mario Monti).
Secondo
l'economista turco Roubini la Grecia avrebbe dovuto lasciare l'euro
per rompere il circolo vizioso di debiti e tornare ad una moneta
nazionale e ad una drastica svalutazione per recuperare la
competitività.
Il
debito sempre più alto ha reso la Grecia non più appetibile agli
investitori, con il rischio di far collassare la nazione e con essa
il mercato europeo. Tutto ciò sta già accadendo ed una politica di
austerità porterebbe solo ulteriori sofferenze ad un popolo già
saturo di sacrifici. Austerity è sinonimo di tagli e privatizzazione
che porterà, come sempre, all'arricchimento dei soliti furbi che si
arricchiscono a spese dei più poveri. Le mafie potrebbero
appropriarsi di servizi pubblici e di appalti ad un prezzo
stracciato, grazie all'abbassamento dei prezzi
degli immobili e dei terreni, su cui costruire hotel e appartamenti
dai quali ricavare ingenti profitti.
Wild Honey

