Educazione siberiana è l’ultimo film del premio Oscar
Gabriele Salvatores, tratto dall'omonimo romanzo di Nicolai Lilin. È un
esperimento nuovo del regista, che abbandona completamente i suoi passi per
giungere in un luogo diverso e quasi sconosciuto: la Transnistria. Educazione Siberiana è la storia di un’amicizia
tra due ragazzini, Kolima e Gagarin, che crescono insieme in una comunità
arcaica di siberiani; con il crollo del Muro di Berlino e del regime sovietico
però anche in Transnistria si inizia a respirare un’aria nuova che altera gli
equilibri del loro mondo, il vento dell’ovest porta con sé la moda, la droga e
la corruzione, nei cieli della città svettano grattaceli e grandi palazzi
accanto agli edifici fatiscenti della gente comune. È proprio durante questo
passaggio epocale che crescono i due amici.Kolima, a differenza di Gagarin, rimarrà sempre fedele all'educazione che gli è stata trasmessa da suo nonno Kuzjia -interpretato dal carismatico John Malkovich- basata su rigide regole: sul rispetto dei deboli, i cosiddetti “voluti da Dio” e sul disprezzo di alcune categorie come la polizia, gli spacciatori e gli usurai. Infatti, secondo quando ci racconta Lilin, nel suo romanzo i siberiani, ai tempi della resistenza contro le oppressioni del governo sovietico, erano gli unici che si opponevano all'arresto, combattendo contro la polizia fino alla morte.Nicolai Lilin in questo libro racconta la sua infanzia, trascorsa in una comunità criminale siberiana, si discute molto però su la veridicità di questi fatti da lui narrati e della storia di questo popolo, gli urka siberiani di cui lui descrive le tradizione e le usanze. Ma la cosa che più mi ha incuriosito è la vicenda dello “stato” della Transnistria (situato tra la Moldavia e l’Ucraina), tra virgolette perché non è una nazione vera e propria, infatti pur avendo dichiarato la sua indipendenza nel 1990, questa non è mai stata riconosciuta a livello internazionale ma di fatto ha una moneta propria, una sua bandiera e un suo governo con il suo esercito e la sua polizia. I pochi che riescono a visitarla raccontano che la città principale Tiraspol è piena di simboli militari e ci sono statue di Lenin ovunque. L’ex presidente, Igor Smirnov, proprietario della Sheriff srl, possiede praticamente tutto: la benzina, i centri commerciali, la televisione, gli stadi, le squadre di calcio ecc.Il reddito pro capite è di 50 dollari al mese eppure ci sono grattaceli e palazzi. In questo paese si producono e si vende legalmente e illegalmente armi. In questa fucina bellica infatti si riforniscono terroristi, ndrangheta e gruppi mafiosi di tutto il mondo.

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