Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario. cit. Che Guevara

domenica 22 aprile 2012

Inferno Gulag


I Gulag erano campi di lavoro forzato nati nel periodo degli zar, fin dall'inizio erano il principale metodo di repressione per i detenuti politici che si opponevano alla volontà dei governanti. Con la rivoluzione bolscevica i prigionieri vennero liberati ma con l'arrivo di Lenin tutti i nemici dello stato venivano spediti nei gulag anche se non vi erano prove del loro crimine.
Questi luoghi infernali furono ampliati e la maggior parte di essi si trovava in Siberia, dove criminali ma anche nemici politici, dissidenti,  proprietari terrieri- i cosiddetti Kulaki- e imprenditori venivano condannati a morte certa per le condizioni di vita difficilissime a causa della mancanza di cibo, del clima e del lavoro estremo. 

Dopo la morte di Lenin, Stalin prese il potere, intorno agli anni 1924-1928 e con il passare degli anni eliminò tutti gli oppositori; gli storici non sono ancora riusciti a trovare un punto d'accordo sul numero delle vittime ma la stima è tra i dieci e i sessanta milioni. Il suo obiettivo era quello di far diventare URSS una grandissima potenza industriale, militare e politica. Stalin portò a termine il suo progetto grazie alla repressione. Sotto la sua guida i gulag ospitavano un mare di prigionieri. 
L'articolo 58 della Costituzione stabiliva che ogni tipo di comportamento controrivoluzionario venisse punito molto severamente. Si veniva spediti nei campi di lavoro per i motivi più disparati e assurdi come per essere arrivati tardi al lavoro o per aver rubato chicchi di grano da campi già mietuti, soprattutto le donne venivano accusate di questo. Stalin fece addirittura inventare documenti che accusassero gli oppositori per alto tradimento, come per esempio il rivoluzionario Lev Trotsky, nonché fondatore dell'Armata rossa, in seguito a discussioni con Stalin fu espulso dal partito e, fuggito in Messico, venne ucciso nel 1940 da un agente stalinista con una piccozza che gli sfondò il cranio. 
Il lavoro più comune nei gulag era in miniera, ogni prigioniero doveva produrre tredicimila chili di materiale al giorno! Se non si raggiungeva quella quota si riceveva ancora meno cibo. Le condizioni erano talmente dure che alcuni arrivano perfino ad amputarsi un arto per un po' di riposo!
Una testimonianza molto forte della vita nei campi di lavoro sono “I racconti della Kolyma” di Salamov che sopravvisse all'esperienza dei gulag e dalla tremenda “ facilità con cui l’uomo si dimentica di essere uomo” . 
Ancora oggi in Russia c'è la “Strada delle ossa”, costruita dai prigionieri dei gulag, di difficile percorrenza dovuta alla scarsa manutenzione e alle temperature polari di quella zona. Moltissimi furono i caduti in questa folle e disumana impresa, la terra, la pietra e i corpi dei morti sono un tutt'uno e ancora oggi la strada è conosciuta con questo nome.
Il premio nobel Solzenicyn nel suo capolavoro “Arcipelago Gulag” ripercorre tutto la storia del comunismo nell'URSS e l'eliminazione di chi si opponeva ad esso nei campi di concentramento. 

Alcuni definiscono i gulag come il caso estremo dell'arrivismo politico e altri si domandano se è realmente tutto finito soprattutto dopo il caso di Michail Chodorkovskij, un imprenditore russo di origine ebraica, azionista della compagnia petrolifera Yukos. Nel 2003 fu arrestato all'aeroporto Tolmachevo con l'accusa di frode fiscale e bancarotta fraudolenta. Probabilmente imprenditori come lui sono un ostacolo per Putin poiché Chodorkovskij osò criticarlo apertamente. L'azionista in quegli anni era uno degli uomini più ricchi della Russia. Lui stesso descrive la prigione come: «una lente d’ingrandimento dei processi sociali: oggi si trovano in galera non tanto ladri di strada e pedofili, ma uomini d’affari vittime dello Stato che ha confiscato i lori beni e la loro vita». 

Wild Honey            




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