Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario. cit. Che Guevara

venerdì 20 aprile 2012

Quirra: una regione avvelenata




Quirra, piccola e poco conosciuta zona a sud-est della Sardegna, tra la provincia di Cagliari e quella dell’Ogliastra, fin dal 1956 ospita un poligono per la sperimentazione di razzi, velivoli e missili militari. Risultati inquietanti emergono dalla riesumazione di diciotto cadaveri: in dodici soggetti è stata trovata una quantità superiore alla norma di torio (un metallo radioattivo). Le persone decedute a causa di questo elemento chimico sembrano essere più di 150. Dati allarmanti erano già emersi nel 2000 riguardo all'insorgenza di tumori, leucemia e malformazioni tra militari, pastori e abitanti dei piccoli centri vicini. Da quel momento si iniziò a parlare di “sindrome di Quirra”. Le indagini che si fecero diedero al riguardo risultati differenti, ma grazie alla più recente si è arrivati ad una prima conclusione: i parametri superano di gran lunga la media consentita giacché le sostanze tossiche e radioattive hanno contaminato il suolo, le falde acquifere e l'aria: ciò è dimostrato anche dalle nascite di agnelli e bambini malformati. Altri studi hanno evidenziato la presenza di nanoparticelle di metalli pesanti, generate negli impatti, di inquinanti chimici e di intensissimi campi elettromagnetici.
Tra i venti indagati ci sono gli ex comandanti del poligono, i responsabili sanitari del comando militare, alcuni professori universitari e i membri di un commissione nominata dal Ministero della Difesa che avrebbero dovuto studiare gli effetti della contaminazione dell’uranio.
Il sindaco di Perdasdefogu -dove ha sede il Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze- Walter Mura, anche lui coinvolto nello scandalo, si difende: "Io sono e continuo a rimanere convinto, invece, che nel mio paese si sta bene, che siamo messi meglio di altri, che il poligono non sia tutto inquinato. Mi stanno accusando sostanzialmente di aver espresso un parere diverso da quello di altri. Per questo ho deciso di non nascondermi". Il presidente regionale di Legambiente invece dà l'allarme: "È urgente intervenire subito con la bonifica delle zone più contaminate". La cosa ancora più scandalosa è che non esistevano recinti né cartelli che segnalavano il pericolo!  

Wild Honey

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