Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario. cit. Che Guevara

domenica 20 novembre 2011

"Toma la calle!"




Secondo l'ISTAT sono 8,3 milioni i cittadini che vivono in povertà (il 13,8% della popolazione), soprattutto al Sud.  "In soli cinque anni, dal 2005 al 2010, il numero di giovani è aumentato del 59,6%. Tra questi il 76,1% non studia e non lavora, percentuale che nel 2005 era del 70%." 
Tutto il mondo è indignato dal sistema finanziario, moltissimi cittadini senza distinzione di età, razza, stato sociale e religione sono scesi in piazza a protestare contro i governi e le loro decisioni. Nel maggio 2011 in Spagna è nato il Movimento 15-M  o degli Indignados, in occasione delle elezioni amministrative spagnole. Cinque mesi dopo, sotto questo nome, cittadini di tutto il mondo, dall'Australia, all'Europa e all'America hanno iniziato a difendere il loro diritti chiedendo eguaglianza, ricchezza comune e non di pochi, meno potere alle banche e meno speculazione. Contro il capitalismo finanziario nasce anche Occupy Wall Street, questo movimento come anche quello spagnolo è una contestazione pacifica e si ispira alle proteste della Primavera Araba. Tra gli occupanti di Zuccotti Park era presente anche Roberto Saviano che l'ha definita come una "protesta che difende la legge"  necessaria anche in Italia. 


Ma da dove deriva la povertà globale di oggi? Gli economisti rispondono in diverse maniere: ci sono i "monetaristi" e i "nuovi keynesiani" . I primi non vogliono che lo Stato intervenga in 
economia sia tramite politiche fiscali sia attraverso politiche monetarie: il mercato va lasciato 
libero di operare.  
I neo-keynesiani pensano invece che ne breve periodo tale intervento possa rendersi 
necessario ed opportuno, specialmente in una fase di recessione. Entrambi i poli però 
convergono sull'idea che nel lungo periodo il sistema di mercato tende all'efficienza e al pieno
 impiego purché ci sia flessibilità nel mercato del lavoro. Questa  "flessibilità" ce l'ha imposta 
anche  l'UE , ma a me pare che in Italia essa sia stata un pretesto per favorire gli imprenditori.
 Molte famiglie han visto i loro membri in cassa integrazione o addirittura licenziati. 

I bambini italiani sembrano pagare il prezzo più alto della crisi . In occasione di oggi, Giornata 
dell'Infanzia, Save the Chilldren ha pubblicato " L'atlante della gioventù a rischio"; da questo
 emerge che in Italia "due minori su tre che sono in povertà relativa  e che più di un minore su
 due in povertà assoluta vive nel Mezzogiorno". Per quanto riguarda la relativa: in Sicilia il
 44%, Campania 31,9%, Basilicata 31,1%.
 Le regioni con le percentuali più basse sono la Lombardia, il Veneto e l'Emilia 
Romagna. Anche i bambini in povertà assoluta si concentrano maggiormente nel Sud d'Italia e
 rappresentano il 9,3% della popolazione minorile.   

Wild Honey



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