Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario. cit. Che Guevara

mercoledì 16 novembre 2011

Un verde futuro è possibile?

"La scienza ha già indicato la via giusta..." questo è ciò che dice Rubbia, giornalista del Corriera della Sera, ed è vero, i mezzi per un ambiente pulito ci sono, sta a noi garantirci un futuro all'insegna del verde per noied i nostri figli. Non possiamo incolpare sempre le istituzioni, anche perché ormai scuole e compagne informative ci hanno istruito e riempito d'informazioni sul come comportarci e su cosa possiamo fare nella vita di tutti i giorni per collaborare a conservare "il capitale naturale". Le città sono assediate dallo smog, alcune di più ed altre di meno, è un dato di fatto che ho potuto constatare personalmente, come tante altre persone, grazie ad una campagna di Legambiente. L'associazione ambientalista chiedeva di mettere un lenzuolo bianco fuori dalla propria finestra per vedere quanto smog tratteneva. Il risultato? In poco tempo diventarono grigi o addirittura neri. Questa è l'aria che respiriamo continuamente! Cosa possiamo fare? Possiamo iniziare a prendere più spesso mezzi pubblici, andare a piedi o in bicicletta; si può investire su una macchina a gas o ibrida... Quante volte in televisione abbiamo sentito parlare di emergenza rifiuti? tantissime volte! I problemi sono tanti: da un lato ci sono alcune persone che abbandonano i rifiuti dove capita e dall'altro lato molto più rilevante vi è la mafia che in questi ambiti ha degli interessi. Ma dobbiamo metterci in testa che noi cittadini possiamo cambiare le cose, le grandi potenze non stanno in piedi da sole. Attraverso l'impegno individuale si possono migliorare tante situazioni, se ognuno di noi per esempio iniziasse a fare la raccolta differenziata di sicuro qualcosa muterebbe. I termo-valorizzatori hanno suscitato moltissime polemiche per diverse motivazioni, però devo dire che ad Imola, in provincia di Bologna, c'è una di queste strutture di proprietà del gruppo Hera; la costruzione non dà fastidio, è una sorta di "grattacielo metallizzato" e non emette cattivi odori. Sia la raccolta differenziata che gli inceneritori sono un'ottima soluzione per smaltire i rifiuti, anche perché grazie alla prima il volume dell'immondizia pro capite può arrivare a dimezzarsi. Solo cambiando il nostro stile di vita possiamo ottenere dei risultati, nel quotidiano, partendo da piccole cose come l'acqua. Continuiamo a comprare bottiglie d'acqua al supermercato quando abbiamo a disposizione la nostra del rubinetto; da un po' di anni è in commercio una brocca che depura ulteriormente l'acqua. Oltre al risparmio economico, provate ad immaginare quanti rifiuti in meno sarebbero! Lo stesso vale per i detersivi, in alcuni supermercati vendono i detersivi sfusi: una persona si porta la bottiglia o la tanica da casa e la riempie con il sapone "alla spina". Se ci fosse più richiesta magari un giorno li troveremo in tutti gli ipermercati. A giugno di quest'anno gli italiani hanno votato per avere o no, oltre all'acqua pubblica, il nucleare in Italia. Lo stato ha ottenuto una risposta negativa. Bisogna ammettere che questo tipo di energia sarebbe servita molto all'Italia, dato che è carente di materie prime, però ormai siamo arrivati in ritardo rispetto alle altre nazioni, che, proprio mentre noi eravamo a votare, iniziavano a spegnere alcune centrali. Siamo nell'era del rinnovabile ormai. Dopo il disastro di Chernobyl (aprile 1986) e il disastro di Fukushima (marzo 2011) la gente non vuole più rischiare sapendo di avere un'alternativa. Dopo moltissimi anni la situazione a Chernobyl non è cambiata, le zone limitrofe sono deserte e ancora,dopo anni, continuano a nascere bambini malformati o con tumori alla tiroide. Forse questi disastri ci sembrano cose distanti, allora perché non pensiamo all'Ilva di Taranto? L'Ilva è una delle più grandi acciaierie d'Europa e produce una quantità di diossina spaventosa. La diossina è una sostanza cancerogena e "ognuno degli abitanti della città ogni anno respira 2,7 tonnellate di ossido di carbonio e 57,7 tonnellate di anidride carbonica"; stranamente la maggior parte della gente di Taranto viene colpita da tumori. Tornando al nucleare, le scorie d'uranio dove vanno a finire? Il posto ideale per lo smaltimento delle scorie sono le miniere di salgemma però c'è un grande rischio, quello di contaminare l'acqua delle falde acquifere e non mi sembra i caso di correrlo. Però c'è chi, come la Francia, le spedisce in villaggi remoti: "La Francia avrebbe stoccato il 13 per cento dei rifiuti radioattivi che provengono dalla sua filiera nucleare in un remoto villaggio della Siberia, chiuso alla stampa. Secondo questa inchiesta, dal 1990 sono stati trasportati in questo parcheggio nucleare a cielo aperto 108 tonnellate di uranio provenienti dalle centrali francesi.[...]I container vengono imbarcati a Le Havre fino a San Pietroburgo, poi sono caricati a bordo di un treno che li porta fino al complesso atomico di Tomsk-7, in Siberia. In questo impianto l’uranio viene sottoposto a un processo di arricchimento, il 10 per cento dell’uranio trattato viene rispedito in Francia e reintrodotto nel processo di produzione di energia. Il resto, il 90 per cento del materiale che arriva in Siberia, non è riutilizzabile, diventa di proprietà dell’impresa russa Tenex e rimane stoccato a cielo aperto.". Altri preferiscono spedirle in Africa, il "cassonetto" del Nord del Mondo, oppure, qualche furbo per risparmiare getta le scorie radioattive direttamente in mare distruggendo così habitat preziosissimi, come se già non bastassero i disastri petroliferi come quello della Deepwater Horizon nel 2010. Troppe strane calamità si stanno abbattendo sul mondo in questo periodo, anche in zone dove non si erano mai verificate e in tempi troppo vicini. Madre natura si sta arrabbiando e ci sta rispondendo. Abbiamo alterato un equilibrio naturale perfetto, solo per il nostro egoismo e la nostra avidità. La domanda è: perché arrivare a tanto?

WILD HONEY

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